Bestannunci
BestAnnunci.com era un sito di annunci erotici molto scadente ma molto conosciuto ma solo nel Veneto.
Ci sono molti punti che fanno un sito molto interessante e questo bestannunci.it non ne aveva neppure uno.
Primo: il colore nero e la grafica rossa si addice benissimo ad un sito di prostitute online di basso livello.
Secondo: la rivista nascente rendera' www.Bestannunci.com sempre di piu' un sito "per tutti", anche per chi e' privo di accesso a Internet: sicuramente non e' un sito di Escort elite.
Terzo: Il gemellaggio con un bordello in Carinzia, (vicinissima alla loro zona principale di utenza), ne aumentera' la presa sul pubblico Padano
Quarto: www.Bestannunci.com e' difficilmente navigabile, e bisogna continuamente tornare all'inizio per leggere gli annungci della citta' o della propria categoria di interesse.
Quinto: l'impaginazione degli annunci di www.Bestannunci.com e' fatta in modo completamente automatico (e quindi con un effetto molto lontano dagli annunci di classe "Premium" come Padania Eros Center).
Sesto: le foto sono piccoline e poco esplicative della effettiva bellezza delle donne e transex.
Settimo: non ci sono servizi aggiuntivi per le escort come tour, vetrina iniziale, banner, escort del mese, etc etc.
Ottavo: nessun servizio aggiuntivi per i visitatori di www.Bestannunci.com.
Nono: E' solo in lingua Padana! (la versione inglese pubblica altri annunci, non e' la traduzione della versione padana per le persone di lingua inglese)
Decimo: Moltissime foto sono (Anzi, "erano" visto che è stato posto sotto sequestro dalla magistratura Padana) false ! !!!!!!
verona - la societa', nata nel 2001 e gestita da tre padovani, incassava tre milioni l'anno
Oscurato il portale web delle escort
in Veneto: 15 denunce
Indagine della procura di Padova: chiuso il sito «Best annunci». Contestati induzione e favoreggiamento
VERONA - «Pochissime foto sono false. Bravi!». E, in effetti, loro della soddisfazione del cliente avevano fatto la migliore referenza. E se magari omettevano di esplicitare in cosa consistesse la «soddisfazione», erano molto attenti alla «qualità». Perché il nome del sito era diventato una sorta di garanzia. Riconosciuta proprio da chi dei vari «servizi» usufruiva. «L'altra sera sono stato fregato. Avevo contattato una f… via internet e quando l'ho incontrata era un cesso». «Perché - gli risponde l'amico - devi andare su bestannunci. Lì le foto corrispondo alla realtà. E sono tutte f… spaziali». Tanto «certificato» Bestannunci che su ogni pagina era riprodotto il logo. Una sorta di marchio di garanzia
Arcaico e moderno - Intercettazioni come questa i poliziotti scaligeri ne hanno sentite a bizzeffe. In fin dei conti si fondevano arcaico e moderno, nel sito internet sequestrato dalla squadra mobile di Verona e dalla polizia postale scaligera in collaborazione con quella veneziana. Dove arcaici erano il sistema pubblicitario, che in buona parte si reggeva sul «passaparola» tra clienti. Con il «servizio», quello offerto dal mestiere più antico del mondo. E il moderno era il sistema assolutamente «aziendale» con cui il tutto veniva gestito. Già, perché quello che era conosciuto come il migliore sito di prostituzione del Nord Est, stando alle indagini era strutturato come una vera e propria società. Tanto da essere registrato alla camera di commercio di Padova come una «snc». Era la Ciesse, un'azienda con sede in via Regia a Vigonza, che da quello che è stato accertato dalla procura patavina che ha coordinato l'inchiesta, gestiva un giro di «appuntamenti» on line da migliaia di persone. E da milioni di euro. E il sesso, alla Ciesse, era una vera e propria mercanzia, pubblicizzata come ogni altro prodotto. «Commercio all'ingrosso e al minuto, anche per corrispondenza, tramite televisione e altri sistemi di telecomunicazione di tutti gli articoli del settore mereceologico non alimentare», recita l'oggetto sociale. E il «commercio» funzionava come in ogni altra azienda che si occupa di vendite. I tre titolari a gestire il sito e in giro per tutto il Veneto e sparpagliati sul «territorio» dodici agenti di zona. Come nella più classica delle fabbrichette a medio raggio di vendita. Con la differenza che adesso, tutti e quindici, sono stati denunciati per associazione a delinquere «finalizzata al favoreggiamento, sfruttamento e agevolazione della prostituzione».
Bengodi telematico - Ad essere «pubblicizzato» sul sito di Bestannunci, però, non era il sesso. Ma chi lo vende a pagamento. Una sorta di catalogo. Il Bengodi telematico delle veneri private. Con tanto di «elenchi» per le categorie. Dalle escort alle lady, dalle top class alle mistress, le dominatrici, passando per la sezione sauna o quella coppie. E senza tralasciare viados e transessuali. Bastavano trecento euro per entrare nel «catalogo». Trecento euro mensili che le prostitute o chi si vendeva per sesso pagava agli agenti. E sul sito aveva garantita una pagina con nome, numero di telefono, foto - alquanto esplicite e a quel che par di capire assolutamente reali - e un «commento» sui servizi offerti. A garantire il foraggiamento di inserzionisti erano gli «agenti di zona». Uomini, ma anche donne come nel caso di San Bonifacio nel Veronese, che approcciavano le prostitute offrendo i servizi del sito. Se le lucciole non esercitavano in appartamento ma in strada, l'offerta si poteva allargare anche a un luogo per il «ricevimento». La squadra mobile scaligera ha «censito» oltre duemila «inserzionisti». Ma non essendo la prostituzione un reato, gli agenti hanno mollato il controllo di quella che sembra essere una vera e propria enciclopedia telematica del sesso a pagamento. Si sono concentrati, invece, sul giro di denaro che una simile manna creava. Durante la perquisizione nella sede della Ciesse - sequestrata con tutto il materiale che si trovava all’interno - sono stati trovati 30mila euro in contanti, decine di carte di credito e decine di carte prepagate. Il sistema con cui gli «agenti di zona» giravano gli introiti all’azienda. Perchè erano comunque i tre titolari a gestire tutto. E se gli agenti raccoglievano il materiale per il «book», soprattutto le foto, erano loro a «creare» le pagine del sito. Rigidissimi su questo, alla Ciesse. Tanto che neanche gli agenti potevano sgarrare. E chi si azzardava a «sconfinare» dal proprio territorio veniva ripreso. «Ti ho detto che non devi avere clienti in altre province. E’ chiaro?» è una delle telefonate intercettate. Se poi i clienti non pagavano le rate, il sistema era semplice. La pagina spariva dal sito.
Sei milioni l'anno - Da una stima provvisoria, il «catalogo» della Ciesse aveva creato un volano da sei milioni di euro l’anno. Parte degli introiti andava alla «casa madre», la «matrice» del dominio di Bestannunci. Una società slovena, la Loitra che è titolare del marchio a livello internazionale. «Quando chiami - è scritto per ogni cliente - ricordati di dire che mi hai visto su Bestannunci». Adesso in migliaia dovranno cambiare «luogo d’incontro».
Angiola Petronio
25 marzo 2009(ultima modifica: 27 marzo 2009)